Sulle vie di Psike





Alla scoperta della Gestalt

La dott.ssa Imbrescia Rita si lascia intervistare da Interferenza Attiva, spiegandoci il significato della Gestalt e delle sue caratteristiche.
La Gestalt è una terapia adatta a molti in cui il principale protagonista è il paziente che in collaborazione con lo psicoterapeuta sceglie la strategia migliore per affrontare i propri problemi seguendo le emozioni.

Vi auguriamo una buona visione:





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IN-VERSO: CORPI IN MOVIMENTO



Il corpo è un indumento sacro
Martha Graham


Il lavoro sul corpo è un’opportunità per imparare di sè, è un modo efficace di scoprire che cosa senza saperlo continuiamo a trattenere, a tenere fermo, bloccato. Le nostre rigidità corporee comunicano, sono lì a rappresentare una metafora: ho un nodo in gola, ho un sasso sullo stomaco, ho un macigno nella testa, e così via sono tutte espressioni corporee di uno stato dell’anima che non ha trovato altro modo di palesarsi se non attraverso il corpo per l’appunto.

Ecco allora che il corpo cela e svela allo stesso tempo qualcosa che ci riguarda, che riguarda come ci rapportiamo a noi, a quello che ci accade e agli altri.

"Ci sono momenti in cui la semplice dignità di un movimento può sostituire degnamente una montagna di parole" 
(Doris Humphrey)

Darsi il permesso e prendersi la possibilità di liberare, sciogliere quello che ci limita attraverso l'espressione corporea che ri-dona senso e apre nuovi punti di vista è un atto di salute e di responsabilità verso la propria vita.

Il 28 Gennaio 2017 presso il Centro Sportivo Studio Movimento

via Gian Lorenzo Bernini 79, Grottammare (AP)

scegli il gruppo che fa per te:
 
Gruppo 1: dalle 9,00 alle 12,00

Gruppo 2: dalle 15,00 alle 18,00
 
Il workshop si pone l’obiettivo di riscoprire il corpo come mediatore della relazione con se stessi e con gli altri. Un’opportunità per fare esperienza delle proprie abilità e disabilità attraverso il movimento e la danza per incontrare i propri limiti e sperimentare nuove possibilità.

A cura di:

Rita Imbrescia Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt



Rosa Martino Psicoterapeuta della Gestalt e Arteterapeuta

Quota di partecipazione a un gruppo: 40 euro

Si consiglia un abbigliamento comodo!

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WORKSHOP ALLA SCOPERTA DEL 
BAMBINO INTERIORE. 
 
Percorso pratico di crescita personale
A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita

Tutti noi siamo stati bambini prima di diventare adulti. Quando diventiamo adulti continuiamo ad essere anche quei bambini che siamo stati tempo prima.
Ci portiamo dietro un bagaglio di esperienze vissute, di memorie impresse nel corpo e nel cuore.
Ci portiamo dentro il bambino/la bambina che eravamo con i suoi bisogni, le sue pretese, le sue aspettative, i suoi desideri, le sue mancanze e le sue paure.
Quel bambino/quella bambina che vive dentro di noi, è il nostro bambino/la nostra bambina interiore che contiene gli aspetti di noi più spontanei e più profondi, aspetti che crescendo vengono barattati con il dover fare, il dover essere, il dover dimostrare.
In questo workshop ogni partecipante avrà l’opportunità di porre attenzione su se stesso attraverso un percorso di esperienze pratiche volte a riscoprire la propria parte bambina, ricavandone energia per affrontare al meglio la quotidianità.
 "Il bambino che eravamo ci vive dentro e non ci lascerà mai. Il rapporto che abbiamo con quel bambino determina la nostra vita" (W. Hugh Missildine)
Il workshop è a numero chiuso: max 20 partecipanti
Lunedì 03 Ottobre 2016 dalle 21,00 alle 23,00
L’adulto che sono e il bambino che mi porto dentro”
Lunedì 10 Ottobre 2016 dalle 21,00 alle 23,00
Da dove vengo. Alla scoperta della mia scatola”
Lunedì 17 Ottobre 2016 dalle 21,00 alle 23,00
Prendersi cura delle ferite dell’anima”
Lunedì 24 Ottobre 2016 dalle 21,00 alle 23,00
Imparare l’arte della rassicurazione e dell’amore per sé stessi”

A chi è rivolto?
E’ rivolto a tutte le persone curiose e che vogliono scoprire come fare per aumentare la fiducia e la stima in sé stesse. A tutti quelli che vogliono mettersi in gioco, conoscersi meglio e migliorare la propria qualità di vita.
Come si svolge?
Si svolge in gruppo.
Quando e dove si svolge?
Gli incontri si svolgono il 03-10-17-24 Ottobre 2016 dalle 21,00 alle 23,00 presso la Sala adiacente la Chiesa Madonna della Speranza – Str. Pr. Valtesino, 119, Grottammare (AP).
Quanto costa?
Il costo dell’intero percorso è di 80 € .
Come partecipare?
È obbligatoria l’iscrizione. È preferibile garantire la propria partecipazione
all’intero percorso.
Per informazioni e iscrizioni :
Dott.ssa Imbrescia Rita 3336181534 rita.imbrescia@tiscali.it
Approfondisci l’evento su Facebook, condividilo e invita i tuoi amici: workshop
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PSICOLOGI SI DIVENTA! IL LIBRO DIGITALE CHE FA PER TE

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita



Un libro essenziale ed efficace per prepararsi all'Esame di Stato necessario all'esercizio della professione di Psicologo e superarlo con successo seguendo pochi e semplici passi. Comprende ben 4 Guide pratiche per costruire il proprio metodo di studio, scrivere di Psicologia Generale, discutere un caso clinico, progettare un intervento. In più è completo di temi già svolti per esercitarsi nei quesiti delle tre prove scritte e per sviluppare la capacità di inventarne nuovi in maniera creativa e originale. Ricco di suggerimenti, spunti, annotazioni personali provenienti dall'esperienza professionale in campo didattico e di progettazione. 



Questo e-book vuole essere un aiuto concreto per tutti i laureati in Scienze Psicologiche i quali terminato il tirocinio propedeutico si accingono ad affrontare il passo fondamentale per diventare Psicologi a tutti gli effetti: l’Esame di Stato.

Il superamento dell’Esame di Stato rappresenta infatti lo step necessario per essere riconosciuti ufficialmente dallo Stato come Psicologi e non solo come laureati in Scienze Psicologiche.

Per esercitare la professione di Psicologo non è sufficiente laurearsi presso una Facoltà di Psicologia perché per farlo occorre avere accesso all’albo professionale regolato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e dagli Ordini Regionali in cui è necessario iscriversi una volta superato l’Esame di Stato.

La differenza tra laureato e professionista psicologo, almeno a livello di requisiti, la fa l’abilitazione all’esercizio della professione.

Data l’importanza dell’Esame di Stato per poter lavorare e dato l’articolato percorso di formazione che attende ogni giovane laureato in Psicologia, questo e-book vuole fornire alcuni pratici e semplici strumenti concreti per potersi sedere al banco delle prove d’esame avendo una buona padronanza di come leggerle, comprenderle e soprattutto rispondere in modo competente per raggiungere l’obiettivo in prima battuta.

Dopo aver acquisito strumenti pratici il lettore potrà esercitare la propria abilità nell’affrontare i quesiti, avendo a disposizione temi già svolti che gli permetteranno di vedere esempi di possibili prodotti finiti ed esercitarsi autonomamente a scriverne di nuovi attingendo alla propria competenza, creatività e originalità personali.

Il libro digitale è acquistabile sul sito Amazon. Buona lettura!





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STRADE POSSIBILI TRA TALENTI E RISORSE

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita



CORSO n. 5:

SABATO 07 NOVEMBRE 14,30-19,30

DOMENICA 08 NOVEMBRE 8,30-13,30

SABATO 21 NOVEMBRE 14,30-19,30

DOMENICA 22 NOVEMBRE 8,30-13,30




Il percorso GRATUITO prevede un totale di 20 ore suddivise in quattro incontri che si terranno presso “Spazio bambini/e e famiglie L’Isola che c’è” ,

Via Ischia I, 356 – Grottammare (AP)


POSTI LIMITATI! NECESSARIA L'ISCRIZIONE (telefonica o tramite e-mail):
Dott.ssa Imbrescia Rita - Psicologa
3336181534 o rita.imbrescia@tiscali.it




Obiettivo del percorso è quello di promuovere buone relazioni con i figli. I laboratori proposti mirano a fornire all’adulto diverse abilità che facilitino la lettura di tutti quei talenti e quelle risorse che il bambino porta con sé. Imparare a riconoscere le risorse e i talenti dei figli oltre ad essere un atto di protezione sana nei loro confronti è un’azione di prevenzione dei rischi che altrimenti si troverebbero ad affrontare nella vita.

Porte aperte agli adulti che vogliono familiarizzare con le emozioni acquisendo esperienzialmente strumenti efficaci per il loro riconoscimento, la loro gestione, la comprensione della loro utilità concreta per costruire relazioni autentiche e solide con i bambini e con gli adolescenti con cui si trovano a contatto.

Scopriremo insieme come cogliere le risorse presenti nei bambini, come fare per non mescolare aspettative e desideri degli adulti con i talenti e le intelligenze presenti nei figli.

Come sarebbe la nostra vita se utilizzassimo tutti i talenti che abbiamo ma forse non sappiamo di avere? Come potrebbe cambiare la qualità dei nostri rapporti se imparassimo a esprimere davvero ciò che siamo?

Queste sono solo alcune delle domande che muovono il percorso. Cercheremo insieme di dare forma a risposte concrete che promuovano la salute e facilitino l’autorealizzazione di sé e dei propri figli.







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ATTI-VI-AMO: PERCORSI ATTIVI PER GENITORI CREATIVI
 a cura della: Dott.ssa Rita Imbrescia
SABATO 26 SETTEMBRE 14,30-19,30
DOMENICA 27 SETTEMBRE 8,30-13,30
SABATO 03 OTTOBRE 14,30-19,30
DOMENICA 04 OTTOBRE 8,30-13,30


Gli incontri GRATUITI si terranno presso
Spazio bambini/e e famiglie L’Isola che c’è” , Via Ischia I, 356 – Grottammare (AP)


EVENTO GRATUITO, POSTI LIMITATI! NECESSARIA L'ISCRIZIONE (telefonica o tramite e-mail):
Dott.ssa Imbrescia Rita - Psicologa 3336181534 o rita.imbrescia@tiscali.it



Obiettivo del percorso è quello di offrire ai genitori momenti di riflessione, esplorando le potenzialità creative e immaginative che si rivelano essere una preziosa “cassetta degli attrezzi” nel rapporto genitore-figlio.
 Una Pedagogista, una Psicologa e una Decoratrice condurranno le attività con l’intento di risvegliare in ogni partecipante la consapevolezza che tutti possiamo creare qualcosa con fantasia e immaginazione riconoscendo così il “fanciullinoche è in noi.
Porte aperte dunque a tutte le mamme e i papà ed anche a tutti gli adulti che stanno per diventare genitori.

La conoscenza dell’altro passa attraverso la conoscenza di sé e la conoscenza del mondo di un bambino passa attraverso la voglia di immergersi nel suo mondo fatto di disegni, di manualità, di ritagli colorati, di creatività e di musica. Ognuno avrà la possibilità di sperimentarsi con i propri modi, unici e irripetibili, a entrare in contatto con il mondo del proprio figlio incontrandolo attraverso queste attività più vicine al suo mondo che al mondo adulto. Lo sguardo di un bambino quando vede un adulto mettersi sul suo piano si riempie d’amore per quell’adulto. Perché è così importante allora sporcarsi le mani per avvicinarsi al loro mondo? La grande pedagogista Maria Montessori avrebbe risposto “perché i bambini imparano da chi amano”.

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IL FIGLIO CHE ERO E IL FIGLIO CHE HO: VINCOLI E MODELLI FAMILIARI A CONFRONTO a cura della: Dott.ssa Rita Imbrescia
Tutti noi siamo stati bambini prima di diventare adulti. In quest’affermazione ovvia in realtà possiamo leggere un altro significato, e cioè che tutti noi quando diventiamo adulti continuiamo ad essere anche quei bambini che siamo stati tempo prima. Ci portiamo dietro un bagaglio di esperienze vissute, di memorie impresse nel corpo e nel cuore. Ci portiamo dentro il bambino/la bambina che eravamo con i suoi bisogni, le sue pretese, le sue aspettative, i suoi desideri, le sue mancanze e le sue paure.
Quel bambino/quella bambina che vive dentro di noi, è il nostro bambino/la nostra bambina interiore che contiene gli aspetti di noi più spontanei e più profondi, aspetti che crescendo vengono barattati con il dover fare, il dover essere, il dover dimostrare. Presa dalla paura di non ricevere più l’amore dei genitori, la parte bambina si lascia soffocare e si adegua a quello che il contesto familiare richiede, pur di ottenere quell'amore. Ma da questo baratto ne esce ferita.
Con il tempo smettiamo di trovare quell'equilibrio salutare tra le richieste nostre e le richieste del mondo e facciamo sempre più fatica a scegliere che cosa è buono per noi perché anestetizziamo la ferita della nostra parte bambina e così facendo ci dimentichiamo che quella ferita continuerà a sanguinare fin quando non verrà ascoltata e curata.
Quando si diventa genitori recuperare questo equilibrio e questo contatto con il bambino interiore è il passo principale per poterci avvicinare al figlio che abbiamo e poterlo comprendere nei suoi bisogni più intimi, proteggendolo dal trattarlo come abbiamo trattato il nostro bambino interiore. Questo vuol dire imparare a guardarlo per il figlio che è, senza sovrapporlo inconsciamente al nostro bambino interiore e senza rischiare così di soddisfare i nostri bisogni insoddisfatti servendoci di lui, anziché soddisfare i suoi bisogni reali.
WEEKEND 25-26 LUGLIO 17,30-22,30 E
WEEKEND 01-02 AGOSTO 17,30-22,30


MAX 20 POSTI!!!

EVENTO GRATUITO! NECESSARIA L'ISCRIZIONE (telefonica o tramite e-mail):
Dott.ssa Imbrescia Rita - Psicologa 3336181534 o rita.imbrescia@tiscali.it

E' PREVISTO GRATUITAMENTE IL SERVIZIO DI INTRATTENIMENTO LUDICO-CREATIVO PER I FIGLI DEI GENITORI PARTECIPANTI!

Nell'ambito del Progetto Regionale denominato Scuola per Genitori, organizzato dalla Cooperativa Sociale P.A.Ge.F.Ha. onlus di Ascoli Piceno e in collaborazione con il Comune di Grottammare, proponiamo un percorso gratuito comprensivo di quattro pomeriggi rivolto a tutte le mamme e i papà e a tutte le persone interessate a contatto con i minori. Attraverso attività pratiche scopriremo insieme gli aspetti che influenzano il proprio modo di essere genitore. Vedremo come l'adulto che sono oggi è influenzato dal bambino che sono stato. Rendersi consapevoli di come il figlio che ero viva ancora dentro di me e influenza il genitore che sono, permette di migliorare la qualità del rapporto con i propri figli.
Un percorso che facilita il prendersi cura del proprio bambino interiore per cogliere i bisogni profondi del proprio figlio, imparando a tenerlo quanto più possibile libero dai condizionamenti subiti nella propria infanzia.
Impareremo come recuperare il "figlio che ero" per prendersi cura davvero del "figlio che ho".

Locale climatizzato. Coffee Break gentilmente offerto dalla rinomata Pasticceria Azzari di San Benedetto del Tronto.



Pagina Facebook della Dott.ssa: Rita Imbrescia
Pagina Facebook dell'evento "Il figlio che ero e il figlio che ho": Il figlio che ero e il figlio che ho

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Scuola per genitori a cura della dott.ssa Rita Imbrescia

Si tratta di un'esperienza che ha già avuto buoni risultati negli scorsi anni e consiste 
nell'opportunità per tutti i genitori di partecipare gratuitamente a 5 iniziative che si terranno al 

Centro di Aggregazione Giovanile "L'Isola che c'è" 
in via Ischia I- 356 - Grottammare (AP).
I percorsi condotti in maniera ludico esperienziale sono:
1. “SE GIOCO MI METTO IN GIOCO”: LABORATORIO CREATIVO PER GENITORI E FIGLI; 2. SI VIVE D’AMORE: PERCORSO PER IL BENESSERE AFFETTIVO-SESSUALE DEI GENITORI; 3. IL FIGLIO CHE ERO E IL FIGLIO CHE HO: VINCOLI E MODELLI FAMILIARI A CONFRONTO; 4. ATTI-VI-AMO: PERCORSI ATTIVI PER GENITORI CREATIVI; 5. STRADE POSSIBILI TRA TALENTI E RISORSE: PERCORSO PER FAMIGLIE CON MINORI “A RISCHIO”. I percorsi sono a numero chiuso: massimo 20 partecipanti, occorre perciò prenotarsi tramite mail oppure telefonicamente e farà fede la data di prenotazione! Info e iscrizioni chiama la Dott.ssa Imbrescia Rita 3336181534 o
mandale una mail all'indirizzo rita.imbrescia@tiscali.it
è già possibile iscriversi a qualunque corso (il primo inizierà il 9 maggio!).

Pagina Facebook della Dott.ssa: Rita Imbrescia



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The potential hedonic role of olfaction in sexual selection and its dominance in visual cross-modal interactions


Un articolo della Dott.ssa Ottavia Capparuccini dell'Univeristà G. D'Annunzio in collaborazione con Christopher P. Berrie e Andrea Mazzatenta pubblicato sulla rivista "Perception".

L'articolo risponde alla domanda : A quale livello intervengono i profumi nella selezione sessuale ? Quali sono le modalità sensoriali con i quali  i profumi si combinano maggiormente ?

La risposta affonda le sue radici nello sviluppo primitivo del nostro cervello al quale l'olfatto è legato direttamente. Quindi usare il profumo interferisce ad esempio con la visione facendo apparire più belle le persone che lo utilizzano.

Riportiamo quì di seguito l'abstract e un link dal quale scaricare l'articolo per intero.

Abstract. Perfumes are commonly used to cover body odour, or to provide a positive, attracting,
and interesting impact, or a smell that belongs to a social group. A role in sexual communication
of such non-pheromonal olfactory cues has been suggested in the literature. However, there
remain the questions whether these stimuli are involved in human chemosexual communication
and, if so, at what level, and whether they interact with other sensorial modalities, in particular
vision. To answer these, we investigated the influence of male and female perfumes as non-
conscious stimulation during visual assessments of a range of facial qualities across and within
the sexes. The female subjects were in their ovulatory phase, to avoid changes in perception
across the menstrual cycle. Our data indicate that non-pheromonal olfactory cues are potentially
involved in mate choice and may elicit strong hedonic responses that can dominate visual signs,
with a cross-modal interaction.


Pagina Facebook della Dott.ssa Ottavia Capparuccini



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IMMAGINAZIONE E DESIDERIO COME ORIZZONTE PER L’ESISTENZA

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita

L’immaginazione è quella funzione dell’organismo che ci permette di rievocare o pre-vedere senza che ci sia un oggetto accessibile attraverso uno dei cinque sensi (gusto, olfatto, udito, vista, tatto).
L’immaginazione ci introduce così nel mondo del possibile: è un movimento di andata e ritorno dal “così com’è” al “come può essere” ed è un movimento operativo perché sviluppa comportamenti.
E’ una rottura dal flusso ordinario di percezione che è in grado di provocare, per così dire, uno scompenso in quanto ricadendo nella realtà, produce effetti tangibili: quello che non si riesce a immaginare, a far esistere con l’immaginazione, non esiste. Se la persona non immagina, quella possibilità per lei, e per la sua vita, non esiste. È lei stessa che se ne priva, consapevolmente o meno.
In questo senso l’immaginazione muove, scuote, sveglia: muove verso l’assunzione di responsabilità nei confronti di una realtà che viene sentita come progettabile per la persona.
La funzione immaginativa è quanto di più vicino all’esperienza perché l’immagine passa per le sensazioni e permette l’emergere di ricordi che prima erano coperti. Questo è osservabile semplicemente vedendo cosa succede quando assumiamo volontariamente una postura: quello che accade è che la postura corporea attiva vissuti che prima erano silenti, inconsapevoli. E i vissuti aprono al mondo interno della persona, ampliano la sua visuale sul mondo in cui si muove.
In questo senso, come magistralmente sottolinea la Dott.ssa Anna Ravenna Direttrice Didattica dell’Istituto Gestalt Firenze – I.G.F. “immaginare è generativo, cioè genera passi che prima non c’erano e va oltre”.
Per immaginare occorre desiderare qualche cosa. Noi siamo esseri desideranti e il desiderio è fondamentale per una costruzione qualitativamente soddisfacente della nostra esistenza. Perché? Perché desiderare crea un orizzonte, l’esistenza deve avere un orizzonte perché una persona ci si possa, appunto, orizzontare dentro. Bisogna cioè poter immaginare che il nostro fare vada verso qualcosa di apprezzabile in termini di qualità della vita.
L’essenza dell’inscindibile e fondamentale legame tra immaginazione e desiderio sta proprio nel muoversi nel mondo con un’attitudine generale di un “interesse verso”, cioè, citando sempre Anna Ravenna “un andare in giro con i pori aperti”. Il desiderio è una configurazione specifica dell’area dell’interesse: portare continuamente desiderio e immaginazione nella vita quotidiana vuol dire allora darle brillantezza, come una mano di trasparente su una parete colorata!
Come accade ai muri però, la brillantezza col tempo, con gli eventi che attraversa, si opacizza se non siamo attenti a prendercene cura.

Questo workshop di cui trovate i riferimenti sotto, rinnovato non solo nei contenuti, vuole essere un’opportunità per tutti coloro che sono interessati a trovare nuovi strumenti utili a ritinteggiare quei muri della propria esistenza, che hanno bisogno di riguadagnare tutta la loro originaria brillantezza.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Dott.ssa Imbrescia Rita 3336181534 o rita.imbrescia@tiscali.it

Pagina facebook dell'evento: dai ricordi del qui e ora
Pagina facebook della Dott.ssa Rita Imbrescia: Dott.ssa Imbrescia Rita


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Il significato del colore rosso nella vita e nella psiche
A cura della Dott.ssa Alessandra Caralla
Pubblicato il: 1 settembre 2014 


Il termine Rosso deriva dal latino rŭbeum cioè colorato
Viene usato molto spesso per descrivere un’emozione forte, che ci coinvolge in toto, tipicamente associato all’amore e alla passione, ma anche alla vergogna e alla rabbia
La visione di questo colore stimola la circolazione sanguigna e l’aumento dei battiti cardiaci, per questo quando ci troviamo a vivere situazioni imbarazzanti, umilianti o emotivamente forti il nostro viso assume il colorito rosso vivo o meno. 
Qualcuno potrebbe dire: “ A me non capita mai!”. Faccio fatica a crederlo, perché almeno una volta nella vita si ha avuto un’esperienza che ci ha reso paonazzi, certo in qualcuno è più accentuato, magari in chi vive le situazioni in maniera più distaccata risulta difficile notarlo a prima vista, ma con l’approfondimento della conoscenza e con la condivisione di eventi particolarmente carichi dal punto di vista emotivo il cambiamento “cromatico” sarà di più immediata rilevanza. Anche quando “riviviamo” un ricordo si attiva in noi il medesimo processo; i neuroni oltre alle immagini, ai suoni, agli odori ci procurano lo stesso vissuto emotivo e in noi compare il rossore
Chi è vestito di rosso o indossa un accessorio di questo colore ha una carica energetica che non può passare inosservata, infatti l’attenzione viene subito attratta e suscita lo stesso vissuto emotivo, in chi guarda, quali passione, amore, rabbia e spensieratezza. La scelta del rosso, volutamente o meno, porta a scatenare una reazione nelle persone che ci circondano. 
Anche la natura assume varie sfumature di rosso in autunno, regalando uno spettacolo meraviglioso, oppure le rose viste come simbolo di amore passionale, per questo non importa dove sia, o cosa riguardi, ma sicuramente non può sfuggire agli sguardi degli spettatori che si trovano davanti a tutto questo. 
Ecco perché quando l’umore si fa cupo l’uso del rosso può darci una nuova forza, risulta utile per dare una sferzata di vigore e riportarci all’azione, perché è tutto qui in fondo il segreto, tutti meritano di stare un po’ al centro dell’attenzione, quando ci ripetiamo il contrario è perché ci manca il coraggio di fare delle scelte, di cambiare strada o di guardare dritto in faccia le difficoltà e affrontarle. Bisogna diventare protagonisti della propria vita, senza permettere agli altri di sostituirsi a noi, per questo è bene vivere di luce propria e non riflessa, luce rossa naturalmente! 


Dott.ssa Caralla Alessandra Psicologa-psicoterapeuta




 

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Le emozioni a colori
A cura della Dott.ssa Alessandra Caralla
Pubblicato il: 11 luglio 2014

Azzurro come te, come il cielo e il mare e giallo come luce del sole, rosso come le cose che mi fai... provare.” Così recita la canzone dei ModàCome un pittore”.
 Tutto quello che ci circonda ha un colore specifico e ognuno di esso fa nascere in noi una particolare emozione, evoca un ricordo e può farci di “nuovo” vivere l’esperienza passata, piacevole o meno che sia.

 Tutti abbiamo un colore preferito, quella tonalità che ci fa sentire forti, affascinati, sicuri o che usiamo per nasconderci tra la folla, così da poter diventare uno tra tanti e “sfuggire” allo sguardo altrui. Nella scelta dell’abbigliamento siamo spinti dall'obiettivo che ci siamo prefissati di voler raggiungere in quella giornata o serata particolare e così “colorati” ci metteremo in gioco o meno per vivere la nostra esistenza.
Il rosso sicuramente sarà sinonimo di estroversione, l’arancione di buonumore, il giallo forte personalità e il verde equilibrio

Ora provate a ricordare il vostro primo bacio, il vostro diploma, il giorno del vostro matrimonio, il volto di una persona cara, a quale colore associate un evento positivo e a quale un dolore? Vi accorgerete che sono sempre gli stessi a “entrare in gioco”. La connessione tra i colori e le emozioni è presente in ciascuno di noi fin da piccoli, già nei scarabocchi dei bimbi che frequentano il nido è possibile vedere un legame tra i colori usati e le emozioni che i piccoli provano: nell’uso del blu troviamo la calma e la serenità, il marrone può indicare chiusura, il nero dolore, il rosso entusiasmo

Una ricerca condotta da un gruppo di scienziati in Norvegia ha visto come si attivino parti specifiche del corpo quando si prova una certa emozione

La testa è l’area maggiormente coinvolta in tutte le espressioni emotive, la felicità e la depressione attivano tutte le aree con un maggiore flusso sanguigno la prima, con un basso flusso la seconda.
 La zona superiore del corpo è maggiormente attivata dalle emozioni primarie (rabbia, paura, disgusto, felicità, tristezza e sorpresa) e le differenze tra l’una e l’altra sono molto marcate; per quanto riguarda le emozioni complesse (ansia, amore, depressione, disprezzo, orgoglio, vergogna, invidia) hanno un’attivazione minore. 
Dalla testa parte tutto e si diffonde tutto, da lì “nasce” il nostro volere e la tavolozza dei colori per dipingere la nostra vita. Ogni giorno coloriamo la nostra vita, ma anche di quelli che ci circondano, cerchiamo di trovare sempre il colore migliore, in ogni piccola cosa, perché scegliamo se essere impressionisti, astrattisti o contemporanei non importa, l’importante è essere protagonisti della propria opera chiamata vita, perché “se per le tempeste non ho il colore con quel che resta disegno un fiore”.

Dott.ssa Caralla Alessandra Psicologa-psicoterapeuta






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IL LEGAME AFFETTIVO: COS’E’ E A COSA SERVE

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita
Pubblicato il: 14 maggio 2014

Mentre nella pancia della mamma c’è una situazione di confluenza tra la madre e il bambino, è solo dopo la nascita che si inizia a formare il legame che serve a fare da ponte all’interno della sofferenza per la separazione.
Il legame permette così al bambino di attraversare il processo di separazione/individuazione fino ad arrivare alla costanza oggettuale, cioè all’interiorizzazione di una presenza materna positiva e nutriente, che renderà possibile al bambino separarsi tollerando l’assenza fisica della madre.

In questo senso il legame affettivo si crea rapporto dopo rapporto e serve a sentire che abbiamo un posto nel mondo.
Come animali sociali, siamo costretti a prendere posto nel “branco” e, il posto nel branco possiamo farcelo perché chi fa parte del branco ci ama e ci fa spazio.

Per poter riconoscere che abbiamo un posto nel mondo abbiamo bisogno di sentirci amati così come siamo e abbiamo bisogno che ci sia qualcuno che ci ami a sufficienza per sostenerci nel nostro progetto di vita.
Per questo, durante un percorso psicologico, lo psicologo ha un atteggiamento che Rogers chiama di “accettazione incondizionata”: un tipo di amore non possessivo in virtù del quale, qualunque siano i sentimenti sperimentati, lo psicologo è autenticamente capace di dare valore al cliente per quello che è in quel preciso momento.
Questo tipo di clima si instaura quando lo psicologo è trasparente a sé stesso ed è capace perciò di trasmettere all’altro la stessa libertà.
L’unico cambiamento possibile è essere quello che si è”, diceva Perls.

Non è mai troppo tardi per diventare pienamente e profondamente sé stessi: questa è la base fondamentale per fare della propria vita una vita soddisfacente.



Pagina Facebook della Dott.ssa: Rita Imbrescia
Workshop esperenziale della dottoressa: workshop esperienziale
Volantino dell'evento: volantino
Programma nel dettaglio: programma

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RELAZIONE E INTIMITA’: LA COMUNICAZIONE AFFETTIVA

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita   
pubblicato il : 19 gennaio 2014

La comunicazione affettiva è il livello comunicativo che pone attenzione all’incontro con l’altro e al contatto. È il livello comunicativo che trasmette avvicinamento o allontanamento all’altro. Basandosi sulle emozioni che proviamo, questa modalità comunicativa implica la consapevolezza che più siamo onesti con noi stessi e più possiamo scegliere che livello di intimità avere con l’altro, permettendoci di rischiare in vulnerabilità per ottenere una migliore qualità della relazione, favorita dal riconoscimento dell’altro come persona e dall’ascolto autentico, cioè privo di giudizio.
Nell’intervento psicologico le incongruenze a questo livello comunicativo sono rivelate da una comunicazione che copre quella affettiva: tale comunicazione è sostenuta dalle parti nevrotiche della personalità che spingono l’individuo ad assumere inconsciamente i tre ruoli del triangolo drammatico (persecutore, vittima, salvatore), generando sfiducia, inefficacia e perdita di contatto nelle relazioni.
La trasformazione da una comunicazione di questo tipo a una comunicazione affettiva onesta avviene quando, lavorando sul dipanarsi degli elementi consci e inconsci implicati nelle situazioni che riporta, il cliente impara a riconoscere a chi si rivolge, che cosa vuole ottenere dalla comunicazione con l’altro, che cosa vuole dire e impara a cogliere e mantenere i confini reciproci.

Proseguendo nel lavoro, accompagnato dallo psicologo, potrà pian piano interiorizzare la differenza tra esprimere (parlare a qualcuno di quello che accade a me) e agire (parlare di qualcuno) e imparando a riconoscerne gli effetti su di sé e sulla relazione, sarà libero di scegliere di comunicare affettivamente.  

Piccolo articolo sui  "mesi del benessere": Mesi del benessere
 Pagina Facebook della Dott.ssa: Rita Imbrescia

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BENESSERE E SOGNO: LO STAR BENE COME QUALCOSA A CUI TENDERE

A cura della Dott.ssa Imbrescia Rita                                                
 pubblicato il: 17 gennaio 2014

Il benessere non è un’assenza di malessere ed è uno stato soggettivo che ha a che fare con quello che ci piace, con le condizioni in virtù delle quali ognuno sente di stare bene. Dato che è soggettivo, non c’è uno schema a cui riportare questo stato e la ricerca del benessere dev’essere tagliata sulla forma del “proprio naso”, perché ha a che fare con il proprio orizzonte e il nostro orizzonte lo troviamo sognando, non per via intellettuale.

Benessere è legato al sogno perché è qualcosa verso cui tendere, non è una cosa, perché se lo fosse diventerebbe una struttura e l’energia non potrebbe più fluire. Possiamo rappresentarcelo come un pavimento che non è stabile, ma è come se fosse fatto di acqua. E questo che vuol dire? Vuol dire che per muovercisi dentro bisogna re-imparare a nuotare o forse nuotare in un modo diverso da come stiamo nuotando attualmente. Il primo passo allora è riconoscere cosa ci piace e per farlo occorre permettersi di contattare il proprio “cervello di pancia”: è nella pancia e non nella testa che possiamo contattare la parte più profonda ed emotiva di noi. 
Solo lasciando per un attimo sullo sfondo la parte razionale e ristabilendo questo contatto profondo con i nostri bisogni e col nostro corpo possiamo iniziare a sentire cosa ci fa stare bene e a modificare il nostro ambiente in modo che ci dia nutrimento. La promozione del benessere ha quindi a che fare con la riconquista del proprio sogno: tornando a fidarci di quello che sentiamo, potremo usare il nostro sentire come l’energia con cui costruirci una vita qualitativamente migliore.  

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